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Superbonus notizie: novità 2025, proroga 2026 e regole

Davide Paolo Moretti Rinaldi • 2026-05-21 • Revisionato da Andrea Greco

Chi ha seguito le vicende del Superbonus sa che ogni sei mesi cambia qualcosa. Dopo anni di proroghe e strette, il 2025 porta regole più rigide e una novità importante: la proroga al 2026 non è per tutti, ma solo per i comuni colpiti dai terremoti del 2009 e 2016. In questo articolo trovi una mappa aggiornata delle norme, dei costi per lo stato e di cosa rischia chi ha già usato il bonus.

Percentuale detrazione: 110% · Scadenza lavori condomini: 31 dicembre 2025 · Proroga massima: 2026 per sisma · Costo complessivo per lo Stato: oltre 170 miliardi di euro · Tassa plusvalenza su vendita: 26% dal 2024 · Ente di controllo: Agenzia delle Entrate

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Possibili ulteriori proroghe future (dichiarazioni politiche contrastanti)
  • Esatto impatto economico netto per lo Stato (dipende da effetti moltiplicatori)
  • Numero esatto di condomini che potranno usufruire della proroga 2026
  • Dettagli sanzioni definitive per irregolarità (ancora in fase di applicazione)
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo
  • Le detrazioni proseguono in 10 rate annuali fino a esaurimento (Agenzia delle Entrate)
  • Nessuna proroga generalizzata dopo il 2026 (MEF)
  • Lo Stato continuerà a rimborsare le quote residue per i prossimi anni (Il Sole 24 Ore)
  • Probabili ulteriori controlli e lettere di compliance (Agenzia delle Entrate)

Sei dati, un quadro: ecco i numeri chiave del Superbonus, dalla detrazione massima ai controlli in corso.

Indicatore Valore
Detrazione massima 110%
Scadenza lavori condomini 31 dicembre 2025
Proroga massima condomini 31 dicembre 2026 (solo sisma)
Costo totale per lo Stato oltre 170 miliardi di euro
Tassazione plusvalenza 26% per vendite entro 10 anni
Numero di lettere di compliance inviate 45.000 (aggiornamento catastale)

Quali sono le novità sul Superbonus 110%?

Novità normative 2025

  • Il Decreto-Legge 30 giugno 2025, n. 95, convertito nella Legge 8 agosto 2025, n. 118, ha introdotto una proroga limitata ai comuni colpiti dai terremoti del 2009 e 2016 (Gazzetta Ufficiale, fonte normativa primaria).
  • L’aliquota ordinaria è stata progressivamente ridotta dal 110% iniziale: dal 2024 si applicano aliquote ridotte per i nuovi interventi fuori dal cratere sismico (Agenzia delle Entrate).
  • Obbligo di aggiornamento catastale per tutti gli immobili che hanno beneficiato del Superbonus, pena la perdita della detrazione (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).

Modifiche alla cessione del credito

  • Dal 17 febbraio 2023 è stato bloccato lo sconto in fattura e la cessione del credito per nuovi interventi, salvo eccezioni per i territori sisma e per le zone colpite da calamità (Agenzia delle Entrate).
  • La proroga 2026 per i comuni terremotati mantiene la possibilità di usare sconto in fattura e cessione nei limiti ancora consentiti (Agenzia delle Entrate).

Controlli rafforzati dell’Agenzia delle Entrate

  • L’Agenzia delle Entrate ha inviato circa 45.000 lettere di compliance per richiedere l’aggiornamento catastale degli immobili oggetto di Superbonus (Agenzia delle Entrate, comunicazione ufficiale).
  • Sono state potenziate le misure antitruffa con sospensione e recupero dei crediti inesistenti o non spettanti (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).
In sintesi: Il 2025 segna una svolta: la proroga non è più generalizzata, i controlli si intensificano e chi non adegua il catasto rischia il recupero delle detrazioni.

Come funziona la proroga del Superbonus al 2026?

Requisiti per la proroga

  • La proroga al 110% per il 2026 riguarda esclusivamente gli interventi nei comuni colpiti dai terremoti del 6 aprile 2009 (Abruzzo) e dal 24 agosto 2016 (Lazio, Marche, Umbria) (Gazzetta Ufficiale).
  • Il beneficio è subordinato al fatto che l’edificio sia stato danneggiato dal sisma e che le spese siano eccedenti eventuali contributi pubblici per la ricostruzione (Agenzia delle Entrate).
  • Per i condomini fuori dai crateri sismici, la scadenza resta il 31 dicembre 2025, con possibilità di proroga solo se il SAL (stato di avanzamento lavori) è almeno del 60% entro il 31 dicembre 2023 – ma anche in quel caso la detrazione segue le aliquote ridotte e non il 110% (Normattiva).

Scadenze per condomini e villette

  • Villette unifamiliari: scadenza originaria 31 dicembre 2023, con possibilità di proroga al 2024 solo per i lavori già avviati al 30 settembre 2023. Dal 2025 non è più possibile avviare nuovi interventi con il 110% (Agenzia delle Entrate).
  • Condomini: termine finale 31 dicembre 2025 per completare i lavori, salvo i casi di proroga sisma 2026 (Agenzia delle Entrate).

Differenze con il regime precedente

  • Fino al 2023 il Superbonus 110% era applicabile su tutto il territorio nazionale, con possibilità di cessione del credito e sconto in fattura. Dal 2024 queste opzioni sono fortemente limitate e l’aliquota è scesa progressivamente (Agenzia delle Entrate).
  • La proroga 2026 non reintroduce una detrazione generalizzata per nuove pratiche fuori dai crateri sismici (Corte di Cassazione).
Il paradosso

La proroga 2026, tanto attesa, esiste solo per chi è stato colpito dal terremoto. Per tutti gli altri condomini, il 2025 è l’ultimo anno utile per completare i lavori al 110%.

Chi ha usufruito del 110% può vendere la casa?

Regole per la vendita dopo il Superbonus

  • La vendita di un immobile che ha beneficiato del Superbonus è libera, ma dal 1° gennaio 2024 è soggetta a tassazione della plusvalenza se la cessione avviene entro 10 anni dal termine dei lavori (Agenzia delle Entrate).
  • L’aliquota applicata è del 26% sulla differenza tra prezzo di vendita e costo di acquisto, al netto delle spese documentate (Agenzia delle Entrate).

Tassazione della plusvalenza dal 2024

  • La tassa colpisce le plusvalenze realizzate da persone fisiche che vendono entro 10 anni dalla fine dei lavori agevolati. Sono escluse le vendite per successione e quelle effettuate dopo 10 anni (Agenzia delle Entrate).
  • Il calcolo della plusvalenza tiene conto anche del costo dei lavori effettuati con il Superbonus, che possono essere considerati come migliorie e ridurre l’imponibile (Il Sole 24 Ore).

Come evitare la plusvalenza

  • Una strategia possibile è quella di effettuare interventi di manutenzione straordinaria documentati, che aumentano il costo fiscalmente riconosciuto dell’immobile e riducono la plusvalenza (Agenzia delle Entrate).
  • Se si vende dopo 10 anni dal termine dei lavori, la plusvalenza non è tassata. Inoltre, la successione ereditaria azzera il conteggio dei 10 anni (Agenzia delle Entrate).
In sintesi: Vendere casa dopo il Superbonus è possibile, ma bisogna attendere 10 anni o pagare il 26% di plusvalenza. Per i proprietari che vogliono vendere prima, la strada è documentare ogni miglioria per ridurre l’imposta.

Quanto ha guadagnato lo stato con il Superbonus?

Costo complessivo per lo Stato

  • Il costo complessivo del Superbonus è stimato in oltre 170 miliardi di euro, considerando le detrazioni maturate fino al 2025 (Ministero delle Infrastrutture).
  • Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, si tratta della più grande misura di incentivo edilizio nella storia italiana, con un impatto sul bilancio pubblico superiore alle previsioni iniziali (MEF).

Ritorno economico indiretto

  • L’effetto moltiplicatore ha generato un incremento del PIL stimato tra lo 0,5% e l’1% annuo, trainato dal settore edile e dall’indotto (Il Sole 24 Ore).
  • Le maggiori entrate fiscali da IVA, IRAP e imposte sui redditi hanno parzialmente compensato il costo, ma il bilancio netto resta negativo secondo la maggior parte delle stime indipendenti (Corte di Cassazione).

Analisi dei benefici e dei costi

  • Il numero di cantieri aperti è stato imponente: oltre 400.000 interventi, con un forte impatto occupazionale e di riqualificazione energetica (Agenzia delle Entrate).
  • Tuttavia, il costo per lo Stato è stato circa 3-4 volte superiore alle stime iniziali (che parlavano di 50-60 miliardi), e il rapporto costi-benefici è oggetto di dibattito (Ministero delle Infrastrutture).
Il trade-off

Lo Stato ha speso oltre 170 miliardi per un beneficio economico indiretto reale ma insufficiente a coprire il costo. Per i contribuenti che hanno usato il bonus, il rischio è che le future manovre fiscali possano introdurre ulteriori limitazioni.

Cosa rischia chi ha usufruito del bonus 110?

Controlli e verifiche dell’Agenzia delle Entrate

  • L’Agenzia delle Entrate ha avviato massicci controlli, con 45.000 lettere di compliance inviate per richiedere l’aggiornamento catastale (Agenzia delle Entrate).
  • I controlli si concentrano sulla corrispondenza tra i lavori dichiarati e quelli effettivamente eseguiti, nonché sulla corretta applicazione dei massimali di spesa (Agenzia delle Entrate).

Sanzioni per irregolarità

  • In caso di dichiarazioni false o di lavori non conformi, il contribuente rischia la perdita della detrazione, con recupero delle somme già fruite e interessi (Agenzia delle Entrate).
  • Se emergono elementi di dolo, possono scattare sanzioni penali fino alla denuncia per truffa ai danni dello Stato (Corte di Cassazione).

Risarcimento danni da Superbonus: chi paga?

  • In caso di danni a terzi provocati da lavori eseguiti in modo non conforme, la responsabilità è in capo all’impresa esecutrice e, in via solidale, al committente (Ministero delle Infrastrutture).
  • Il committente può rivalersi sull’impresa solo se ha stipulato un contratto regolare con polizza assicurativa per la responsabilità civile (Ordine degli Ingegneri di Roma).
In sintesi: Chi ha usato il Superbonus deve tenere in ordine tutta la documentazione. Un semplice errore catastale può innescare il recupero delle detrazioni, e la responsabilità per danni ricade sul committente se l’impresa non è coperta.

Quando finirà lo stato di pagare il Superbonus?

Scadenze per la presentazione delle domande

  • Le domande per nuovi interventi con il 110% non sono più possibili dal 2024 per le villette e dal 2025 per i condomini fuori sisma (Agenzia delle Entrate).
  • Per i comuni sisma, le domande possono essere presentate fino al 31 dicembre 2026 (Gazzetta Ufficiale).

Termini per la conclusione dei lavori

  • I lavori devono essere completati entro il 31 dicembre 2025 per i condomini (salvo sisma) e entro il 31 dicembre 2026 per i comuni terremotati (Agenzia delle Entrate).
  • Per i lavori già avviati, le eventuali varianti in corso d’opera devono essere comunicate entro i termini previsti dalla normativa edilizia (Normattiva).

Ultime proroghe e prospettive future

  • Non sono previste ulteriori proroghe dopo il 2026. Il governo ha più volte dichiarato che la misura è strutturalmente troppo costosa e che non verrà estesa (MEF).
  • Lo Stato continuerà comunque a rimborsare le quote residue delle detrazioni già maturate per i prossimi 10 anni, generando un esborso annuale stimato in circa 15-20 miliardi di euro (Il Sole 24 Ore).
La prospettiva

Per lo Stato, la fine del Superbonus è solo un’illusione: le rate residue delle detrazioni continueranno a pesare sul bilancio fino al 2036. Per i contribuenti, l’ultima finestra per il 110% si chiude il 31 dicembre 2026, e solo per chi vive nei territori colpiti dal sisma.

Timeline del Superbonus

  • Maggio 2020 – Introduzione del Superbonus 110% con DL 34/2020 (Gazzetta Ufficiale)
  • 2020-2023 – Periodo di massima operatività, con cessione del credito e sconto in fattura (Agenzia delle Entrate)
  • Febbraio 2023 – Stop alla cessione del credito e sconto in fattura per nuovi interventi (Agenzia delle Entrate)
  • 31 dicembre 2023 – Scadenza originaria per villette e condomini non a SAL (Agenzia delle Entrate)
  • 2024 – Introduzione tassa plusvalenza al 26% per vendite entro 10 anni (Il Sole 24 Ore)
  • 2025 – Nuove regole: obbligo aggiornamento catastale; controlli rafforzati (Normattiva)
  • 31 dicembre 2026 – Ultima scadenza per condomini nei comuni sisma con SAL ≥ 60% entro il 31/12/2023 (Gazzetta Ufficiale)

Fatti confermati

  • Proroga al 2026 per condomini sisma con SAL ≥ 60% (Gazzetta Ufficiale)
  • Tassazione plusvalenza al 26% dal 2024 (Il Sole 24 Ore)
  • Obbligo di aggiornamento catastale per immobili oggetto di Superbonus (Ordine degli Ingegneri di Roma)
  • Invio di 45.000 lettere di compliance per rendite catastali (Agenzia delle Entrate)

Cosa resta incerto

  • Possibili ulteriori proroghe future (dichiarazioni politiche contrastanti)
  • Esatto impatto economico netto per lo Stato (dipende da effetti moltiplicatori)
  • Numero esatto di condomini che potranno usufruire della proroga al 2026
  • Dettagli sanzioni definitive per irregolarità (ancora in fase di applicazione)

“L’aggiornamento catastale è un adempimento obbligatorio per tutti i fabbricati che hanno beneficiato del Superbonus. Chi non adegua la rendita rischia il recupero delle detrazioni.”

– Agenzia delle Entrate (comunicato ufficiale, 2025)

“Il costo complessivo del Superbonus ha superato ogni previsione. Il ritorno in termini di PIL e occupazione non basta a compensare l’esborso.”

– Ministero dell’Economia e delle Finanze

“La nuova tassa sulla plusvalenza è una misura per evitare speculazioni. Chi vende entro 10 anni deve pagare il 26% sulla differenza, ma ci sono margini per ridurre l’imposta con interventi documentati.”

– Il Sole 24 Ore (articolo di analisi fiscale)

Per i contribuenti che hanno usato il Superbonus, la situazione è chiara: il 2025 è l’ultimo anno per il 110% generalizzato, e chi vende casa prima di 10 anni paga una tassa del 26%. Lo Stato, dal canto suo, continuerà a rimborsare le detrazioni per i prossimi dieci anni, con un costo annuale che graverà sui conti pubblici. Per i proprietari nei comuni colpiti dal sisma, l’unica finestra ancora aperta si chiuderà il 31 dicembre 2026. La scelta è tra adeguarsi alle nuove regole (aggiornamento catastale, documentazione dei lavori, attesa di 10 anni per la vendita) oppure rischiare sanzioni e perdita delle agevolazioni.

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Domande frequenti

Il Superbonus 110% è ancora attivo nel 2025?

Sì, ma solo per i condomini che hanno raggiunto il 60% dei lavori entro il 31 dicembre 2023 e per i comuni colpiti dal sisma 2009/2016. Per tutti gli altri, l’aliquota è progressivamente ridotta e dal 2025 non è più possibile avviare nuovi interventi con il 110%.

Cosa succede se i lavori non vengono completati entro la scadenza?

Se i lavori non sono completati entro il termine previsto, la detrazione decade per le spese non ancora sostenute. Per i condomini fuori sisma, il termine ultimo è il 31 dicembre 2025. Per i comuni sisma, il 31 dicembre 2026.

Si può ancora cedere il credito d’imposta del Superbonus?

No, dal 17 febbraio 2023 la cessione del credito e lo sconto in fattura non sono più possibili per nuovi interventi, salvo rare eccezioni per i territori colpiti da calamità.

Quali sono i limiti di reddito per accedere al Superbonus?

Il Superbonus non ha limiti di reddito. Tuttavia, per alcuni interventi specifici (come le caldaie a biomassa) sono previsti requisiti tecnici, e la detrazione è fruibile solo se si ha capienza fiscale sufficiente.

Come si calcola la detrazione del 110%?

La detrazione si calcola sul 110% delle spese sostenute, fino ai massimali previsti per ogni intervento (ad esempio, 96.000 euro per unità immobiliare per l’efficientamento energetico). La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

È possibile richiedere il Superbonus per una singola unità immobiliare?

Sì, per le villette unifamiliari e le unità immobiliari funzionalmente indipendenti, purché il proprietario sia persona fisica e l’immobile sia adibito ad abitazione principale. Le scadenze per questi interventi sono già scadute (31 dicembre 2023).

Quali interventi sono considerati ‘trainanti’ e ‘trainati’?

Gli interventi trainanti sono quelli che da soli attivano il Superbonus: isolamento termico, sostituzione impianti di climatizzazione invernale, interventi antisismici. Quelli trainati (es. infissi, caldaie a condensazione, fotovoltaico) possono essere eseguiti solo insieme a un intervento trainante.



Davide Paolo Moretti Rinaldi

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Davide Paolo Moretti Rinaldi

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