
Vaccini Italia: 10 Obbligatori, Coperture e Calendario
Sei genitore, hai un figlio in età scolare e ti stai chiedendo quali vaccini servono davvero per l’iscrizione? Oppure vuoi capire se il tuo bambino è in regola con le dosi obbligatorie? In Italia la legge ha fatto dietrofront dopo anni di flat-line nella copertura vaccinale: dal 2017 sono dieci i vaccini che i minori devono fare, e chi non rispetta l’obbligo rischia una multa fino a €500. Vediamo come funziona il sistema, cosa dice la Legge 119/2017 e quali dati reali raccolgono le istituzioni.
Vaccini obbligatori: 10 per minori 0-16 anni · Obbligo nato: Luglio 2017 · Copertura pre-legge: 85% (una delle più basse d’Europa)
Panoramica rapida
- 10 vaccini obbligatori dal 2017: anti-poliomielitico, anti-difterite, anti-tetano, anti-pertosse, anti-epatite B, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-parotite, anti-rosolia, anti-varicella (Pathogen & Global Health — studio NIH)
- Prima del 2017 erano obbligatori solo 4 vaccini in Italia (Journal of Public Health Research — analisi PMC)
- L’obbligo è scattato in risposta a un’epidemia di morbillo nel 2017 con oltre 5000 casi e 4 decessi (Pathogen & Global Health — studio NIH)
- Durata esatta della protezione per tutti i vaccini nel lungo periodo
- Paesi senza alcun obbligo vaccinale per minori: definizione precisa varia da fonte a fonte
- 2008: il Veneto inizia ad abolire l’obbligo vaccinale, causando un calo dei tassi di immunizzazione (Journal of Public Health Research — analisi PMC)
- 2016: l’Emilia-Romagna è la prima regione a richiedere la vaccinazione per l’ammissione alla scuola dell’infanzia (Journal of Public Health Research — analisi PMC)
- Luglio 2017: il Parlamento approva la Legge 119/2017 (Pathogen & Global Health — studio NIH)
- Il Ministro della Salute può sospendere l’obbligo per morbillo, parotite, rosolia e varicella ogni tre anni, sulla base dei dati epidemiologici verificati (Journal of Public Health Research — analisi PMC)
- La copertura vaccinale è aumentata dopo la legge: +1,2% per il vaccino esavalente e +4,4% per l’MPR (Pathogen & Global Health — studio NIH)
| Indicatore | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Numero vaccini obbligatori | 10 per minori 0-16 anni | Legge 119/2017 |
| Sito per coperture vaccinali | epicentro.iss.it | Istituto Superiore di Sanità |
| Report vaccini COVID | governo.it | Governo italiano |
| Portale informazioni | vaccinarsi.org | Ministero della Salute |
| Copertura pre-2017 | 85% (una delle più basse d’Europa) | Journal of Public Health Research — analisi PMC |
| Immunità di gregge richiesta | 93-95% | Journal of Public Health Research — analisi PMC |
| Multa massima per inadempienza | €500 | History of Vaccines — organizzazione no-profit |
| Prima legge sui vaccini in Italia | 1888 (antivaiolosa) | Pathogen & Global Health — studio NIH |
Quali sono i 10 vaccini obbligatori in Italia?
La Legge 119/2017, nota anche come “Legge Lorenzin” dal nome dell’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin che l’ha introdotta, ha trasformato il panorama della sanità italiana rendendo obbligatorie dieci vaccinazioni per tutti i minori da 0 a 16 anni. Questo numero rappresenta un salto enorme rispetto al passato: prima della legge, in Italia erano obbligatori solo quattro vaccini — anti-difterite (dal 1939), anti-tetano (dal 1963), anti-poliomielitico (dal 1966) e anti-epatite B (dal 1991) — stabiliti da leggi varate nell’arco di oltre cinquant’anni.
Per i minori di età
I dieci vaccini obbligatori coprono malattie che possono avere conseguenze gravi o fatali: anti-poliomielitico, anti-difterite, anti-tetano, anti-pertosse, anti-epatite B, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-parotite, anti-rosolia e anti-varicella. Per sette di questi (i primi sette nell’elenco), le vaccinazioni sono cumulative: significa che chi ha già avuto la malattia naturale è esonerato dall’obbligo vaccinale corrispondente. Per morbillo, parotite, rosolia e varicella, l’esonero per immunizzazione naturale è ammesso, ma l’esonero decade se la persona non sviluppa anticorpi confermati da test sierologico.
L’Italia è uno dei pochi paesi in Europa ad avere un obbligo vaccinale così esteso per legge: la maggior parte degli altri stati membri adotta strategie di raccomandazione piuttosto che di imposizione.
La misinformazione fornita dai social media e dai blog è stata identificata come un fattore chiave nell’aumento della tendenza a non vaccinare i bambini prima del 2017. La legge ha risposto direttamente a questo fenomeno, non con una campagna educativa, ma con un obbligo.
Requisiti per l’iscrizione scolastica
Per i bambini da 0 a 6 anni, l’accesso ad asili nido e scuole dell’infanzia è subordinato alla presentazione della documentazione che attesta l’avvenuta vaccinazione o l’esonero. I bambini non vaccinati possono essere esclusi da queste strutture. Per i bambini tra 6 e 16 anni, invece, l’esclusione dalla scuola non è ammessa — è un diritto costituzionalmente garantito — ma i genitori affrontano sanzioni amministrative che possono arrivare fino a €500.
La Corte Costituzionale italiana ha particolarmente apprezzato due elementi della Legge 119/2017: l’istituzione di un colloquio preliminare con i genitori che non rispettano l’obbligo e la previsione di una futura revisione degli obblighi vaccinali sulla base dei dati epidemiologici.
La copertura vaccinale era scesa all’85% prima della legge, una delle più basse d’Europa, ben al di sotto della soglia del 93-95% necessaria per garantire l’immunità di gregge. Dopo due anni dall’implementazione, la copertura è aumentata per tutti i vaccini obbligatori: +1,2% per il vaccino esavalente e +4,4% per l’MPR (morbillo-parotite-rosolia). La regione Campania ha raggiunto oltre il 95% di copertura per il vaccino esavalente, mentre la regione Veneto — che aveva iniziato ad abolire l’obbligo nel 2008 causando un calo allarmante dei tassi — è stata tra quelle che hanno beneficiato maggiormente del ritorno all’obbligo.
Quali vaccini sono obbligatori solo in Italia?
In termini di obbligo vaccinale per legge, l’Italia si distingue nella penisola europea. La maggioranza degli altri paesi dell’Unione Europea adotta un approccio basato sulla raccomandazione piuttosto che sull’imposizione, lasciando ai genitori la libertà di scegliere. In alcuni paesi come la Germania, la soglia di immunizzazione è elevata, ma raggiunta attraverso campagne di informazione e incentivi, non attraverso sanzioni. In Svezia e Norvegia, i vaccini sono gratuiti e fortemente incoraggiati, ma non obbligatori per legge.
Confronto con altri paesi UE
Fino al 2005, la Conferenza Stato-Regioni decise su base sperimentale di abolire l’obbligo vaccinale in alcune regioni italiane, seguendo un modello simile a quello di altri paesi europei. Il Veneto fu tra le prime regioni a raccogliere questa opportunità, ma il calo dei tassi di immunizzazione che ne seguì — scesi all’85% nel 2016 — convinse il legislatore nazionale a tornare a una strategia di obbligo.
Specificità italiane
La legge italiana prevede che le vaccinazioni obbligatorie possano essere omesse o rinviate solo in caso di pericolo provato per la salute del bambino, quando sono presenti condizioni cliniche specifiche debitamente documentate da un medico. Questo rappresenta un criterio molto più restrittivo rispetto a quello di altri paesi, dove le esenzioni per motivi personali o filosofici sono spesso ammesse.
L’Emilia-Romagna, con la Legge Regionale 19/2016, era stata la prima regione italiana a stabilire che il rispetto dell’obbligo vaccinale fosse un requisito necessario per l’ammissione alle scuole dell’infanzia, aprendo la strada alla legge nazionale. Questo anticipo regionale dimostra che il modello italiano di obbligo scolastico era già in fase di sperimentazione prima del intervento del Parlamento.
La storia dei vaccini in Italia inizia nel 1888, con la vaccinazione contro il vaiolo. Questo retaggio normativo ha reso naturale, nel 2017, espandere l’obbligo a dieci vaccini invece di ricorrere esclusivamente alla raccomandazione.
Quali sono i vaccini disponibili in Italia?
Oltre ai dieci vaccini obbligatori, il sistema sanitario italiano prevede un calendario vaccinale che include anche vaccini raccomandati, gratuiti o a carico del SSN in determinate condizioni. Questi vaccini sono parte della strategia di prevenzione, ma non prevedono sanzioni in caso di mancata somministrazione.
Obbligatori e raccomandati
Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale individua le priorità per fasce d’età. Per i neonati e i bambini, i vaccini raccomandati includono l’anti-pneumococcico e l’anti-meningococcico C, che sono gratuiti e offerti attivamente dalle ASL. Dopo due anni dall’implementazione della Legge 119/2017, la copertura vaccinale è aumentata non solo per i vaccini obbligatori, ma anche per questi due vaccini raccomandati.
La tabella seguente riassume lo stato di ogni vaccino nel calendario italiano, distinguendo tra quelli obbligatori e quelli raccomandati dal SSN.
| Vaccino | Status | Target principale |
|---|---|---|
| Anti-poliomielitico | Obbligatorio | Tutti i minori 0-16 |
| Anti-difterite | Obbligatorio | Tutti i minori 0-16 |
| Anti-tetano | Obbligatorio | Tutti i minori 0-16 |
| Anti-pertosse | Obbligatorio | Tutti i minori 0-16 |
| Anti-epatite B | Obbligatorio | Tutti i minori 0-16 |
| Anti-Haemophilus influenzae tipo b | Obbligatorio | Tutti i minori 0-16 |
| Anti-morbillo | Obbligatorio | Tutti i minori 0-16 |
| Anti-parotite | Obbligatorio | Tutti i minori 0-16 |
| Anti-rosolia | Obbligatorio | Tutti i minori 0-16 |
| Anti-varicella | Obbligatorio | Tutti i minori 0-16 |
| Anti-pneumococcico | Raccomandato | Neonati, anziani |
| Anti-meningococcico C | Raccomandato | Neonati, adolescenti |
Per adulti e anziani
Per gli adulti, le raccomandazioni cambiano in base all’età, allo stato di salute e alla storia vaccinale. Gli anziani sopra i 65 anni sono invitati a fare il vaccino antinfluenzale annuale e il vaccino anti-pneumococcico, che protegge contro le polmoniti batteriche. Le donne in gravidanza ricevono raccomandazioni specifiche per la protezione del nascituro.
I dati sulle coperture vaccinali per regione sono disponibili su epicentro.iss.it, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità. Il portale vaccinarsi.org, gestito dal Ministero della Salute, offre informazioni pratiche su prenotazioni, sedi e calendario vaccinale.
Quando fare il vaccino per la polmonite?
Il vaccino anti-pneumococcico è raccomandato per i neonati (nelle prime settimane di vita) e per gli anziani sopra i 65 anni, oltre che per persone con determinate condizioni di rischio (malattie croniche, immunodepressione). La vaccinazione nei neonati è offerta gratuitamente e somministrata in tre dosi nel primo anno di vita, secondo il calendario vaccinale approvato dalla Conferenza Stato-Regioni.
Vaccino anti-pneumococcico
Il vaccino protegge contro le infezioni causate dal batterio Streptococcus pneumoniae, responsabile di polmoniti, meningiti e sepsi. Nei bambini, il calendario prevede la somministrazione a 3, 5 e 11 mesi di vita, in combinazione con altri vaccini del vaccino esavalente. Negli adulti, la raccomandazione riguarda chi ha patologie croniche cardiache, polmonari, epatiche o metaboliche, oltre agli anziani sopra i 65 anni.
Target gruppi a rischio
Le persone con asplenia (mancanza della milza), con impianti cocleari o con fístole cerebrospinali sono tra quelle per cui il vaccino è particolarmente raccomandato e offerto gratuitamente. Anche i fumatori e le persone con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) rientrano nelle categorie a rischio per le quali la vaccinazione è indicata.
Dopo la Legge 119/2017, la copertura per l’anti-pneumococcico e l’anti-meningococcico C è aumentata significativamente. L’obbligo per dieci vaccini ha avuto un effetto trainante anche sui vaccini raccomandati, probabilmente per un maggiore interesse dei genitori verso il calendario vaccinale complessivo.
Quali sono i vaccini che durano tutta la vita?
La durata della protezione vaccinale varia significativamente da vaccino a vaccino. Alcuni garantiscono immunizzazione duratura o permanente, mentre altri richiedono richiami periodici per mantenere la protezione. Questa differenza è cruciale per capire perché alcune malattie sono state eradicate o quasi eradicate, mentre altre continuano a circolare.
Durata protezione
I vaccini contro difterite e tetano offrono protezione a lungo termine, ma richiedono richiami decennali per adulti — ogni 10 anni per il tetano, con la raccomandazione di un richiamo ogni 20 anni per la difterite in combinazione. Il vaccino anti-poliomielitico, nella formulazione IPV (iniettabile), conferisce protezione duratura, sebbene il virus della polio richieda ancora sorveglianza attiva a livello globale. Il vaccino anti-epatite B offre protezione permanente dopo il completamento del ciclo di tre dosi; chi sviluppa anticorpi contro l’antigene HBs non necessita di ulteriori richiami.
La tabella seguente confronta la durata stimata della protezione per i principali vaccini del calendario italiano.
| Vaccino | Durata protezione stimata | Richiami necessari |
|---|---|---|
| Anti-tetano | 10+ anni dopo dose di richiamo | Richiamo decennale raccomandato |
| Anti-difterite | 10+ anni dopo dose di richiamo | Richiamo decennale raccomandato |
| Anti-poliomielitico | Duratura (anni) | Generalmente non richiesto dopo serie infantile |
| Anti-epatite B | Permanente dopo ciclo completo | Non richiesto se sierologia positivo post-vaccino |
| Anti-morbillo | Duratura (anni) | 2 dosi nell’infanzia; generalmente permanente |
| Anti-rosolia | Duratura (anni) | 2 dosi nell’infanzia; generalmente permanente |
| Anti-pertosse | 5-10 anni | Richiamo raccomandato per adolescenti e adulti |
Richiami necessari
Per la pertosse, la protezione diminuisce progressivamente dopo l’infanzia, tanto che il richiamo per adolescenti (a 11-12 anni) e per adulti (con il richiamo decennale del tetano, in formulazione combinata) è ormai prassi consolidata. Per il morbillo, la parotite e la rosolia, due dosi nell’infanzia garantiscono protezione duratura nella maggior parte dei casi; la sieroconversione è superiore al 95% dopo due dosi.
Il vaccino anti-varicella, relativamente recente nel calendario italiano, prevede due dosi nell’infanzia e offre protezione duratura, sebbene in alcuni casi possano verificarsi infezioni in chi è stato vaccinato (cosiddette “breakthrough infections”), generalmente in forma lieve.
Molti adulti non sono consapevoli di dover fare richiami. Chi ha completato il ciclo infantile e non ha effettuato richiami regolari rischia di trovarsi con una protezione insufficiente, specialmente per tetano e difterite, malattie che circolano ancora in alcune regioni del mondo.
Cosa sappiamo con certezza
- 10 vaccini obbligatori per minori dal 2017 (Legge 119/2017)
- Copertura pre-2017 era all’85%, sotto la soglia dell’immunità di gregge (93-95%)
- Epidemia di morbillo 2017: oltre 5000 casi, 4 decessi
- Multa fino a €500 per inadempienza; bimbi 0-6 anni esclusi da nidi e scuole infanzia senza vaccinazione
- Copertura aumentata post-legge: +1,2% esavalente, +4,4% MPR
- Emilia-Romagna prima regione a richiedere vaccinazione per scuola infanzia (2016)
Cosa resta incerto
- Durata esatta della protezione per tutti i vaccini oltre i 20-30 anni
- Paesi senza obblighi vaccinali: lista definita varia tra fonti
Citazioni istituzionali
La Legge 119/2017 prevede che il Ministro della Salute possa sospendere l’obbligo di vaccinazione contro morbillo, parotite, rosolia e varicella tre anni dopo l’entrata in vigore della legge e poi ogni tre anni, sulla base della verifica dei dati epidemiologici.
— Journal of Public Health Research (analisi accademica)
La nuova legge italiana ha mostrato risultati promettenti immediati, con un aumento dell’1,2% della copertura vaccinale per il vaccino esavalente e del 4,4% per il vaccino MPR.
— Pathogen & Global Health, NIH (studio clinico)
In sintesi
L’Italia ha scelto la via dell’obbligo per invertire una tendenza pericolosa: nel 2017, con oltre 5000 casi di morbillo e 4 decessi, la copertura all’85% era insufficiente per garantire l’immunità di gregge. La Legge 119/2017 ha trasformato dieci vaccinazioni da raccomandate a obbligatorie per tutti i minori 0-16 anni, con sanzioni che vanno dalla multa fino a €500 all’esclusione da nidi e scuole dell’infanzia per i bimbi non vaccinati. I risultati dopo due anni mostrano un aumento significativo delle coperture — un segnale che l’obbligo, almeno in questa fase, ha funzionato meglio della semplice raccomandazione. Per i genitori italiani, la scelta è semplice: vaccinare i figli significa evitare sanzioni e garantire l’accesso alla scuola; non vaccinare significa rischiare multe e esclusione.
Letture correlate: Sanità Italia SSN ASL · Liste attesa sanità Italia
seu-roma.it, frontiersin.org, pdfs.semanticscholar.org, pubmed.ncbi.nlm.nih.gov, mattioli1885journals.com
In Italia i 10 vaccini obbligatori per minori raggiungono coperture oltre il 95%, come dettagliato nel calendario e coperture dedicato al calendario nazionale.
Domande frequenti
Qual è il calendario vaccinale per bambini in Italia?
Il calendario vaccinale prevede le prime dosi a 3 mesi di vita (esavalente: anti-poliomielitico, anti-difterite, anti-tetano, anti-pertosse, anti-epatite B, anti-Haemophilus), seguite da richiami a 5, 11 mesi e poi a 6 anni. Il vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia) si somministra a 13-15 mesi con richiamo a 5-6 anni. Tutte le dosi sono gratuite per i residenti in Italia.
Quali vaccini sono raccomandati per gli anziani?
Per gli anziani sopra i 65 anni, i vaccini raccomandati includono l’antinfluenzale annuale, l’anti-pneumococcico (una o due dosi a seconda della formulazione) e, in alcune regioni, l’anti-herpes zoster. Questi vaccini sono offerti gratuitamente dal SSN agli anziani e alle persone con condizioni di rischio.
Come verificare la copertura vaccinale personale?
Il libretto vaccinale, rilasciato dalla ASL al momento della prima vaccinazione, contiene tutte le dosi somministrate. In caso di smarrimento, è possibile richiederne una copia alla ASL di competenza o consultare il fascicolo sanitario elettronico regionale, dove i dati vaccinali sono registrati.
Cosa succede se non si vaccinano i figli?
Per i bimbi da 0 a 6 anni, l’esclusione da asili nido e scuole dell’infanzia è prevista senza documentazione di avvenuta vaccinazione o esonero. Per i bambini da 6 a 16 anni, l’esclusione dalla scuola non è ammessa, ma i genitori ricevono una sanzione amministrativa fino a €500 e un invito a vaccinare. La Corte Costituzionale ha giudicato proporzionato questo approccio.
Quali effetti collaterali comuni dei vaccini?
Gli effetti collaterali più comuni sono lievi e transitori: arrossamento o gonfiore nel punto di iniezione, febbre bassa, irritabilità nel bambino. Reazioni allergiche gravi (anafilassi) sono estremamente rare, con un’incidenza stimata di circa 1 caso ogni milione di dosi. I benefici della vaccinazione superano ampiamente i rischi, secondo tutte le autorità sanitarie internazionali.
Dove prenotare un vaccino in Italia?
Le vaccinazioni pediatriche si prenotano presso la ASL di competenza territoriale, attraverso il portale regionale o chiamando il centro vaccinale. Per gli adulti, la prenotazione segue lo stesso canale. Il portale vaccinarsi.org offre informazioni sui contatti e sulle modalità di prenotazione per ogni regione.
I vaccini COVID sono ancora obbligatori in Italia?
L’obbligo vaccinale COVID per gli operatori sanitari è stato progressivamente depenalizzato e poi abolito. Attualmente non sussiste obbligo vaccinale COVID per la popolazione generale, ma la vaccinazione resta raccomandata per anziani, persone fragili e operatori sanitari, offerta gratuitamente attraverso i canali usuali.