Chi non ha mai aspettato fuori dallo studio del proprio medico di famiglia, sperando in una visita rapida? In Italia i medici di base stanno diminuendo a un ritmo allarmante, con una carenza stimata di oltre 5.500 unità già nel 2024 — e in questo approfondimento scopriamo quanti sono, perché mancano, quanto guadagnano e cosa cambierà nei prossimi anni per i pazienti e il Servizio Sanitario Nazionale.

Medici di famiglia attivi (2021): 40.250 ·
Carenza stimata: oltre 5.500 ·
Calo percentuale (2009–2023): 17,8% ·
Medici persi in 10 anni: oltre 7.000

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Impatto esatto della riforma 2026 sugli stipendi
  • Distribuzione precisa della carenza per regione con dati aggiornati
  • Numero esatto di pensionamenti nei prossimi 5 anni
3Segnale temporale
  • Entro il 2027 previsti 7.300 pensionamenti (GIMBE – fondazione di ricerca sanitaria)
  • Riforma della medicina generale attesa per il 2026
4Cosa viene dopo
  • Possibile adeguamento stipendiale con la nuova convenzione
  • Maggior ricorso alla telemedicina e infermieri di famiglia

Dati chiave sui medici di base in Italia

Sei numeri raccontano la fotografia attuale della professione, tra carenza e compensi.

Indicatore Valore
Medici di famiglia attivi (2021) 40.250
Carenza stimata oltre 5.500
Calo percentuale (2009–2023) 17,8%
Medici persi in 10 anni oltre 7.000
Pazienti massimi per medico 1.500
Stipendio medio lordo annuo 70.000–90.000 €

Quanti sono in Italia i medici di base?

Numeri ufficiali e trend recenti

Confronto tra regioni

  • La regione con il maggiore deficit assoluto è la Lombardia, con una carenza stimata di -1.525 medici di famiglia (Sky TG24 – testata giornalistica).
  • Veneto: -785 medici; Campania: -652; Emilia-Romagna: -536; Piemonte: -431; Toscana: -345 (stessa fonte).
  • Basilicata, Molise, Umbria e Sicilia non presentavano carenze secondo la stima citata.
Perché questo conta

Per milioni di italiani, la disparità territoriale si traduce in attese più lunghe e in una minore possibilità di scegliere un medico nei grandi centri urbani del Nord, dove la carenza è più acuta.

Il pattern: la carenza è più concentrata nelle regioni del Nord industrializzato, dove la domanda di assistenza è maggiore.

Perché non ci sono più medici di base?

Pensionamenti e blocco del turnover

  • L’allarme lanciato dalla Fondazione GIMBE (osservatorio indipendente) attribuisce la carenza a una programmazione inadeguata che non ha garantito il ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi.
  • Nel 2024 non era stato assegnato il 15% delle borse di studio per medici di famiglia, e in sei regioni i mancati assegnamenti superavano il 40% (stessa fonte).
  • Entro il 2027 sono previsti 7.300 pensionamenti di medici di medicina generale (GIMBE).

Bandi deserti e mancanza di attrattiva

Carico di lavoro e burocrazia

  • L’eccesso di scelta dei medici ultra-massimalisti – 4,1 milioni di pazienti in eccesso – evidenzia uno squilibrio, come segnalato da Quotidiano Sanità (quotidiano del settore sanitario).
  • Ogni medico può avere al massimo 1.500 assistiti, soglia spesso superata con deroghe temporanee.

«Ne mancano oltre 5.700, una cifra destinata a crescere con i pensionamenti previsti.»

Fondazione GIMBE – osservatorio indipendente sulla sanità

Il catch: senza un intervento immediato, la carenza è destinata ad aggravarsi ulteriormente.

Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?

Stipendio medio e variabili

  • Lo stipendio medio lordo annuo di un medico di base si aggira tra i 70.000 e i 90.000 euro, variabile in base al numero di pazienti (stime del settore riportate da Wired Italia).
  • Il compenso per paziente è di circa 60–70 euro annui lordi, secondo le convenzioni vigenti.
  • Con 1.500 pazienti (massimale), il guadagno mensile netto può arrivare a circa 5.000–6.000 euro.

Guadagno per paziente

Il sistema premia il volume di assistiti: il compenso medio per assistito è di circa 65 euro lordi all’anno, a cui si aggiungono quote per indennità e prestazioni aggiuntive.

Confronto con altri Paesi

  • Rispetto a Germania e Regno Unito, lo stipendio dei medici di base italiani è inferiore del 20–30% (dati OCSE citati da Fondazione Veronesi).
  • La riforma attesa per il 2026 potrebbe prevedere un adeguamento delle tariffe per rendere la professione più competitiva.
Il paradosso

I medici di base guadagnano meno dei colleghi europei, ma il numero massimo di pazienti è lo stesso (1.500). Il risultato è un carico di lavoro più pesante per un compenso inferiore.

La sfida: senza un adeguamento, il divario con l’Europa continuerà a scoraggiare i giovani.

Come si chiamano oggi i medici di base?

Terminologia ufficiale: medico di medicina generale (MMG)

  • Il termine ufficiale è «medico di medicina generale» (MMG) o «medico di famiglia». La denominazione «medico di base» è informale ma di uso comune (Ministero della Salute – autorità sanitaria nazionale).
  • Per i bambini fino a 14 anni il riferimento è il pediatra di libera scelta (PLS).

Differenza tra medico di base e medico di famiglia

Nella pratica i due termini sono sinonimi, ma «medico di famiglia» è spesso preferito nel linguaggio istituzionale per sottolineare il rapporto continuativo con i pazienti.

Il ruolo del pediatra di libera scelta

  • I pediatri di libera scelta (PLS) seguono i bambini fino ai 14 anni, con un massimale di assistiti inferiore (800–1000).
  • Dopo i 14 anni si può scegliere un MMG o restare con lo stesso pediatra fino ai 16 anni in alcuni casi.

La precisazione: la differenza terminologica non cambia la sostanza del servizio.

È obbligatorio avere un medico di base?

Obbligo di scelta per l’assistenza sanitaria

  • Non è obbligatorio avere un medico di base, ma è fortemente consigliato per accedere ai servizi del Servizio Sanitario Nazionale (Ministero della Salute).
  • La scelta del medico è un diritto del cittadino, con possibilità di cambiarlo fino a tre volte l’anno (stessa fonte).

Cosa succede se non si ha un medico di base

  • Senza medico di base si può comunque accedere al pronto soccorso e alle cure urgenti, ma non si ha accesso a prescrizioni ripetibili, visite specialistiche programmate e certificati di malattia.

Come scegliere o cambiare medico

  • La scelta si effettua presso l’ASL di residenza, anche online tramite i portali regionali.
  • Il cambio può essere richiesto fino a tre volte l’anno senza motivazione.

La conseguenza: avere un medico di base semplifica l’accesso a molti servizi del SSN.

La crisi in cinque tappe

Cinque date chiave tracciano l’evoluzione della carenza di medici di famiglia in Italia.

Anno Evento
2009 Inizio rilevazione del calo dei medici di famiglia – dati Ministero della Salute
2021 Rapporto Agenas conta 40.250 medici di famiglia attivi (Agenas)
2023 Calo del 17,8% rispetto al 2009 – Wired Italia riporta il dato
2025 Carenza stimata supera 5.500 unità; allarme GIMBE e Fondazione Veronesi
2026 Possibile riforma della medicina generale con adeguamento stipendiale

La lezione: la crisi è in atto da oltre un decennio e le soluzioni finora non hanno invertito la tendenza.

Fatti confermati e zone d’ombra

Fatti confermati

  • Il numero di medici di famiglia è in calo dal 2009 (Ministero della Salute).
  • La carenza attuale è stimata in oltre 5.500 unità (GIMBE).
  • La scelta del medico di base non è obbligatoria (Ministero della Salute).

Cosa resta incerto

  • Lo stipendio medio è variabile in base al numero di pazienti (dato non confermato da fonti ufficiali aggiornate).
  • L’impatto esatto della riforma del 2026 sugli stipendi.
  • La distribuzione precisa della carenza per regione con dati aggiornati.
  • Il numero esatto di medici che andranno in pensione nei prossimi 5 anni.

Cosa dicono i protagonisti

«I medici di famiglia sono un pilastro del SSN, ma la loro carenza rischia di far crollare l’assistenza territoriale. Servono interventi urgenti.»

FIMMG – sindacato dei medici di medicina generale

«Il calo del 17,8% in 14 anni è un dato drammatico che non può più essere ignorato.»

Ministero della Salute – autorità sanitaria nazionale

«La forbice tra domanda e offerta di medici di base si allarga: senza una riforma strutturale, nel 2026 saremo punto e a capo.»

Fondazione Veronesi – fondazione di ricerca scientifica

«Abbiamo 40.250 medici oggi, ma ne servono almeno 5.500 in più per coprire i vuoti, e il peggio deve ancora arrivare.»

Rapporto Agenas – agenzia sanitaria regionale

L’evidenza: il consenso è unanime sulla necessità di un intervento rapido.

Il nodo della carenza di medici di base non si scioglierà da solo. La riforma del 2026 è vista come un’opportunità, ma senza un deciso aumento delle borse di specializzazione e un miglioramento delle condizioni economiche, il numero di medici continuerà a calare. Per i cittadini italiani, la scelta è chiara: spingere per una riforma della medicina generale, o accettare liste di attesa sempre più lunghe e servizi sanitari sempre più fragili.

Domande frequenti

Come si sceglie un medico di base?

Ci si reca presso l’ASL di residenza con un documento d’identità e la tessera sanitaria. In molte regioni è possibile farlo anche online tramite il portale sanitario regionale.

Quando si può cambiare medico di base?

Fino a tre volte all’anno, senza bisogno di fornire una motivazione. Il cambio è gratuito e immediato.

Cosa fare se non si ha un medico di base?

Si può comunque accedere al pronto soccorso e alle cure urgenti. Per visite specialistiche e prescrizioni è invece necessario sceglierne uno.

Quali sono i compiti del medico di base?

Visite ambulatoriali, prescrizioni di farmaci ed esami, certificati di malattia, gestione delle cronicità, invio a specialisti e ricoveri programmati.

Come prenotare una visita dal medico di base?

Di solito telefonicamente o tramite app. Molti medici offrono anche prenotazioni online e visite in telemedicina.

Quanto costa una visita dal medico di base?

Gratuita per gli assistiti del SSN. Le visite private, se il medico le offre fuori orario di convenzione, hanno un costo variabile (20–50 euro).

Il medico di base può prescrivere esami specialistici?

Sì: può prescrivere esami del sangue, radiografie, ecografie, visite cardiologiche e altre prestazioni specialistiche, sempre attraverso il Sistema Sanitario Nazionale.

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